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Come si identifica la specie del tartufo?

Come aspetto, microscopia e analisi del DNA identificano la specie, come si scopre la sostituzione con il tartufo cinese e perché l’origine è una domanda distinta.

Partite da due domande distinte: quale specie è e da dove proviene l’esemplare? Una fotografia o i caratteri visibili aiutano a confrontare un tartufo intero, mentre prodotti trasformati e miscele richiedono un approccio diverso. Un risultato di laboratorio va letto insieme a campione, metodo e materiali di riferimento.

Specie affini possono somigliarsi. Le pagine di confronto mostrano le differenze e la tabella seguente spiega le possibilità dei metodi. I test del DNA dipendono da campione e test scelto; i modelli spettroscopici e isotopici dipendono dai dati di riferimento. Un metodo di laboratorio non è automaticamente una prova infallibile.

Il tartufo cinese si può vendere in Italia?

Non come tartufo fresco, secondo il testo verificato il 25 ottobre 2026. L’articolo 2 della legge 752/1985 (testo in vigore dal 9 giugno 1991) consente il commercio di tartufi freschi solo per nove specie elencate e vieta qualsiasi altro tipo; Tuber indicum non è nell’elenco. Una riforma era all’esame del Parlamento, quindi va verificato il testo vigente. Vale per l’Italia, non per la Croazia.

Legge 16 dicembre 1985, n. 752, art. 2 (testo in vigore dal 9 giugno 1991)

Quadro pratico
MetodoPiù adatta aLimite
morfologia / microscopiamateriale fresco interosovrapposizione e competenza
PCR / DNAspecie in un campione adattomarcatore, banca dati, miscela, degradazione
FT-NIR / chemiometriaclassificazione secondo un modellocalibrazione e campioni di riferimento
isotopi / elementisupporto alla classificazione dell’origineil modello non è una prova assoluta
  • identità della specie origine geografica

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